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La
Quercia da sughero e il sughero
Quercus suber L. o quercia da
sughero é una specie arborea della famiglia delle Fagaceae, con
un'altezza variabile tra 10 e 15 metri, con una chioma globosa irregolare. Il
fusto ad andamento sinuoso, con rami contorti che da giovani si presentano
pubescenti, corteccia sugherosa. Il fogliame persistenti, semplice,
coriacee, sempre verde, con margine a denti
mucronati, glabre nella pagina superiore, ricoperte da una peluria grigiastra
su quella inferiore, picciolo pubescente, inserzione alterna. Fiori piccoli,
unisessuali, presenti sulla stessa pianta; fiori maschili, riuniti in amenti,
sessili, all'ascella delle foglie superiori. Fiori femminili riuniti in brevi
spighette erette, ovario infero, perigonio tomentoso. Le ghiande sono da ovali
ad allungate lineari, ricoperte alla base e fino a metà, qualche volta
oltre, da una formazione detta cupola, su cui sono presenti numerose squame di
lunghezza variabile. La Quercus suber L. fiorisce nel periodo primaverile,
aprile-maggio, e fruttifica ad ottobre-novembre. La Quercus suber L. cresce dal
bacino mediterraneo centro-occidentale alle coste atlantiche. Si trova in
Spagna, Portogallo, paesi dell'Africa Settentrionale, Francia e Italia. Nel
nostro paese essa è diffusa sopratutto nelle regioni tirreniche con
particolare nelle due isole maggiori, e fra di esse la Sardegna nella quale,
trovando condizioni ideali di sviluppo forma le più estese sugherete
italiane.Il Sughero è il costituente principale delle scorze dei grossi
alberi e in particolare della quercia da sughero (Quercus suber L.), nella
quale può accrescersi molto e formare delle plance di parecchi
centimetri di spessore... Dal punto di vista istologico il sughero è
costituito da cellule morte, vale a dire da cellule che non sono più
propriamente che spazi o cavità cellulari aventi forma
quadrata-arrotondata e disposte in file o serie pressoché regolari. La
suberina, che appartiene alle sostanze organiche conosciute più
resistenti, è un
estere altamente polimerizzato di acidi e ossiacidi
grassi saturi e insaturi, tra i primi ad esempio l'acido fellonico, l'acido
suberinico e acidi simili ad elevato peso molecolare a struttura chimica non
ben definita. Nei tessuti suberificati sono stati riscontrati: cere, grassi,
sostanze tanniche; inoltre: proteine zuccheri e vanilina; non sono estranei poi
la cellulosa e la glicerina. Le cellule del sughero sono, come detto, del tutto
vuote o, per meglio dire, racchiudono nel loro interno una minima
quantità di materiale bruno amorfo (residui del protoplasto) e una
grande quantità d'aria o, secondo Saccardy, di gas che difficilmente
viene scacciata a causa della impermeabilità delle pareti e della
mancanza su di essi di qualsiasi perforazione. Fra le cellule sugherose non ha
quindi luogo alcuno scambio di liquidi. Per
i detti motivi, gli strati di sughero costituiscono delle barriere del tutto
impenetrabili sia all'acqua che ai gas. Da questi particolari proprietà
fisiche delle membrane cellulari dipendono le principali caratteristiche del
materiale sugheroso, vale a dire la grande leggerezza, l'assoluta
impermeabilità ai liquidi ed ai gas, ottima coibenza. Per il fatto poi
che le membrane suberificate si conservano, nella generalità dei casi,
sottili, i complessi di cellule suberificate godono di proprietà in
certo modo opposte a quelle dei complessi di cellule ispessite, sono in pratica
dotati di morbidezza e di facile deformabilità. La suberina appartiene
alle sostanze organiche conosciute più resistenti, il sughero è
resistente e di difficile attacco da parte degli enzimi secreti dai parassiti.
Un'altra
importante caratteristica del sughero che va
attribuita, oltre che alla natura fisico-chimica, alla particolare struttura
istologica (struttura cellulare) della materia prima, è quella di avere
il "fattore", "rapporto" o "coefficente di Poisson" uguale a zero. Il sughero
cioè, se sottoposto a trazione, si allunga e, se sottoposto a
compressione, si accorcia senza che le sue dimensioni traversali varino. Il
sughero, infine, i una sostanza perfettamente elastica, perché le
deformazioni provocate dalle forze applicate su di esso spariscono al cessare
delle forze stesse.La produzione di sughero inizia
su piante di 25-30 anni si asporta lo strato tuberoso nel periodo
primaverile-estivo con un'operazione che va eseguita da personale esperto per
evitare lesioni agli strati profondi del fusto. Il primo scortecciamento viene
chiamato "demaschiatura" e con esso si ricava il sughero primario, poroso e
poco pregiato; dopo una decina di anni la sughera produrrà il "sughero
gentile" di maggiore valore.
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